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Alitalia |
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''L'esecutivo dia un'indicazione chiara''

Alitalia, Veltroni: ''Il
tempo passa e il governo tace''
Il leader del Pd: ''I
giorni passano ma la questione non viene
affrontata né risolta. Non ci sono né la famosa
cordata italiana, né soluzioni alternative
all'orizzonte''
Roma, 27 mag. (Adnkronos) -
"Voglio denunciare il silenzio'' dell'esecutivo
sulla vicenda Alitalia e "chiedere al
governo un'indicazione chiara su un problema
drammatico per la vita pubblica del Paese". Così
il leader del Pd,
Walter Veltroni(nella
foto), torna sulla vicenda ancora
irrisolta della compagnia di bandiere
sollecitando l'intervento del governo
Berlusconi.
"I
giorni passano ma la questione Alitalia
- dice Veltroni - non viene affrontata né
risolta. Il destino della compagnia di
bandiera, dopo che si sono create le condizioni
per l'abbandono della trattativa da parte di Air
France, lascia spazio a rischi molto forti.
Non ci sono né la famosa cordata italiana, né
soluzioni alternative all'orizzonte. Più
passano i giorni e meno sono le risorse per la
soluzione del problema".
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Comune
di Roma |
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Ballottaggi
''Si
apre una fase nuova che archivia almeno gli
ultimi venti anni di contrapposizioni''
Alemanno:
''Sarò il sindaco di tutti''. Rutelli:
''Sconfitto sulla sicurezza''
Il
neo primo cittadino della capitale: ''Senza
divisioni o pregiudizi''. E sottolinea: ''Non so
se questa vittoria sia più importante delle
politiche, ma è di certo una svolta'' (guarda il
video). Fini:
''Vittoria storica''. Il vicepremier uscente
chiama l'esponente del Pdl: ''Grande amarezza ma
ho fatto il mio dovere''. Il
neo presidente della Provincia di Roma,
Zingaretti: ''Da parte
mia ci sarà collaborazione''.
Al Pd i comuni di Pisa, Sondrio, Udine e
Vicenza. Al Pdl 3 Province su 5
Roma, 28 apr. (Adnkronos) - "Garantisco
che sarò il sindaco di tutti senza divisioni o
pregiudizi". Così
Gianni Alemanno(nella
foto) , eletto primo cittadino di Roma
con il 53,6% delle preferenze, ha parlato
durante la conferenza stampa nel suo comitato in
via Salandra. "La lunga battaglia si è conclusa
con la nostra vittoria. Dedico - ha aggiunto -
questa vittoria anche a Gianfranco Fini perché
abbiamo chiuso dopo 15 anni la partita.
Ringrazio coloro che mi hanno votato e anche
coloro che non mi hanno votato".
"Non sta a me dirlo. Certamente è
un risultato che va al di là degli
schieramenti tradizionali e
che apre una fase nuova che archivia almeno gli
ultimi venti anni di contrapposizioni",
aggiunge l'esponente di An rispondendo alla
domanda se ritenga questo risultato più
importante della vittoria del Pdl alle ultime
elezioni politiche.
Poi passa alla sua
priorità, la sicurezza. ''Dopo essere
andato a trovare il marito della signora
Reggiani per dirgli 'mai più' una cosa simile,
andrò dal prefetto. Il mio primo impegno sar la
lotta al degrado''. ''Voglio portare Roma
dentro l'Europa e al centro del Mediterraneo'',
ha detto Alemanno.
"L'aggettivo 'storico' viene spesso abusato, ma
in questo caso lo possiamo davvero usare". Così
il presidente di Alleanza nazionale
Gianfranco Fini commentando, al comitato
elettorale di Gianni Alemanno, la vittoria
dell'esponente Pdl.
Per festeggiare la vittoria, militanti del Pdl
si sono dati appuntamento per le 19.30 a piazza
Venezia. Intanto in piazza del Campidoglio è
arrivato un corteo prevalentemente di militanti
di Alleanza nazionale che inalberando bandiere
tricolori e del Pdl cantano l'inno di Mameli. Il
tricolore sventola sul balcone principale del
Campidoglio.
"Oggi ho avuto una sconfitta e
provo un'amarezza grande", ha confessato
Francesco Rutelli (46,3% dei voti),
parlando nella sede del suo comitato elettorale
dopo il risultato negativo delle elezioni. "Da
parte mia - tiene a sottolineare - penso di aver
fatto il mio dovere e nella mia vita pubblica ho
avuto tante soddisfazioni e anche successi".
Quanto al domani immediato, "so che abbiamo
importanti energie in campo nel Partito
democratico, in cui ho creduto e continuo a
credere; e nel centrosinistra romano, nel quale
ho fiducia che abbia le risorse per guardare al
suo futuro". Quindi sottolinea: "Mi sono messo a
disposizione della mia coalizione e di Roma e
sapete quanto io ami la mia città. Mi sono
lanciato in questa campagna elettorale con
passione e senza risparmio, pur sapendo che
c'erano molte difficoltà da superare".
"L'elemento decisivo di questa sfida per il
Campidoglio - ha poi voluto sottolineare Rutelli
che ha chiamato Alemanno per fargli gli auguri -
è stata la ventata di destra che, per il Comune
di Roma, si è riassunta nella
questione della sicurezza". "Ci sono
state strumentalizzazioni anche pesanti - accusa
il vicepremir uscente - ma occorre anche
riflettere bene sui limiti del centrosinistra
circa il tema della sicurezza".
Quando il dato del voto per il Comune di Roma e
per la sua Provincia si è oramai delineato,
Rutelli ha individuato un elemento particolare
che ha giocato a suo sfavore: "Tutti quegli
elettori che hanno votato per il nostro
candidato Zingaretti alla Provincia e per il
candidato del centrodestra Alemanno al Comune di
Roma. Questo dato andrà analizzato molto bene".
"Almeno, Zingaretti ha vinto...Questa è una
notizia positiva. Spero che si vinca anche in
diversi Municipi che sono in ballottaggio, dopo
i 10 che il centrosinistra ha già vinto al primo
turno".
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Governo |
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Primo piano
Berlusconi: ''Saranno necessarie misure
impopolari''
Il
Cavaliere illustra le linee guida del governo al
termine del
vertice del centrodestra
convocato a palazzo
Grazioli per definire la squadra di governo:
''Credo di essermi spinto troppo avanti
nell'indicazione di qualche nome, i ministri li
nomina il capo dello Stato''. Fini: ''No a
logiche di partito''. Bossi: ''Il federalismo si
farà''
Roma, 16 apr. - (Adnkronos) -
La situazione è dura e il governo che verrà
dovrà adottare
misure impopolari. Silvio Berlusconi
mette le mani avanti e al termine del
vertice del centrodestra convocato per
definire la squadra che salirà a Palazzo Chigi
spiega che sarà necessario il "taglio
degli enti, dei privilegi e delle spese
inutili nella Pubblica amministrazione".
Escluso da Berlusconi
il "modello Sarkozy" (ovvero l'ingresso
nel governo anche di rappresentanti
dell'opposizione) per il suo esecutivo. "Non c'è
un 'modello Sarkozy'. C'è il modello che abbiamo
fatto prima noi indicando personalità, per
esempio Giuliano Amato, ad importanti incarichi
internazionali" , ha sottolineato il futuro
premier ricordando inoltre l'ok al ruolo di
Amato alla Convenzione europea. "Non avremo
nessuna difficoltà, per il bene del Paese, ad
avere con noi" personalità di questo genere.
Quanto all'elenco dei ministri fa un passo
indietro: ''Credo
di essermi spinto troppo avanti nell'indicazione
di qualche nome che avremo come ministro.
La Costituzione prevede che sia il capo dello
Stato a nominare i ministri del governo su
proposta del presidente del Consiglio. Io non
sono ancora presidente del Consiglio e
rispetto ciò che la Costituzione riserva alla
prima carica della Repubblica''.
Il Cavaliere ha comunque ribadito l'intenzione
''di mettere in campo una squadra operativa''.
Quindi si è detto
favorevole all'ipotesi che coloro che
ricopriranno incarichi di governo nel suo
prossimo esecutivo si dimettano da senatore o da
deputato. "Ci sono diverse opportunità a
questo riguardo - ha sottolineato - per
permettere ad alcuni candidati che non sono
stati eletti" di entrare in Parlamento.
Ma per il leader del Pdl questa non sarà
"un'imposizione tassativa, ma il suggerimento di
una possibilità per chi fa parte del governo in
modo da dare anche ad altri la possibilità di
entrare".
Il numero due della coalizione uscita vincitrice
dalle elezioni, Gianfranco
Fini ha assicurato dal canto su "che
non ci sarà alcuna difficoltà nella composizione
della squadra di governo, che avrà al
massimo 60 componenti".
Quindi Fini ha ricordato che "è diritto dovere
del presidente del Consiglio indicare i ministri
più idonei per esperienza e professionalità" e
ha aggiunto che "da
parte nostra non c'è alcuna richiesta" in
quanto partito, perché "abbiamo fatto il Pdl
anche per superare la logica di partito, e
perché per noi gli interessi generali sono un
obiettivo prioritario".
Scontento il leader della Lega Umberto
Bossi perché "Non
abbiamo combinato niente. Finché non si
fanno i nomi, prima di fare l'elenco completo
passano secoli". Quindi afferma: "Me
ne torno al Nord, verrà qualcun altro al posto
mio. E' - spiega il leader del Carroccio
- una questione di metodo e bisogna partire
dalle cose semplici".
Comunque, afferma, "le riforme le faremo, il
popolo ci ha mandato qui per questo,
il federalismo verrà fatto".
E a confermarlo, illustrando le linee
programmatiche del nascituro esecutivo, è stato
anche
Silvio Berlusconi: "Cercheremo di essere
capaci di spiegare a tutti i cittadini i
vantaggi di un federalismo solidale" che
preveda anche "una fiscalità compensativa".
Restando all'economia, il futuro premier, dopo
aver affermato che
questo esecutivo sarà costretto a prendere
provvedimenti impopolari, ha sottolineato
che la
Bce "oggi è soltanto dedita al
mantenimento dell'inflazione mentre dovremo
ampliare queste funzioni".
Quanto alla
politica estera, il leader del Pdl ha
confermato "l'attenzione
alla situazione libanese e all'importanza
che per noi ha il rafforzamento della democrazia
in quel Paese" annunciando una revisione delle
''attuali regole di ingaggio" dei militari
impegnati nel Paese giudicate inadeguate per
svolgere la funzione di "bastione tra le fazioni
contrapposte".
Quanto ai rapporti con la Russia considerato da
Berlusconi uno degli interlocutori
internazionali privilegiati, "domani Putin sarà
da me alle 15", ha ricordato sottolineando che "l'Occidente
è uno solo e deve ricomprendere anche la Russia:
opereremo in questa direzione alla luce anche
dell'esperienza che abbiamo accumulato in questi
anni".
Su
Alitalia Berlusconi ha poi assicurato che
c'è la possibilità "di
tornare alla primitiva soluzione che
credevo si discutesse: la formazione di un
grande gruppo internazionale con pari dignità
tra le tre compagnie":
Air France, Klm e Alitalia.
"Se si andasse in quella direzione - aggiunge il
Cavaliere - la compagnia di bandiera resta
compagnia di bandiera". Poi il leader del Pdl
rende noto uno slogan coniato "questa mattina:
'io amo l'Italia, io volo Alitalia'". Quanto ai
rapporti con il governo in carica per
approfondire le questioni legate ad Alitalia,
"con Palazzo Chigi - spiega Berlusconi - è
chiaro che
si dovrà interloquire sulla situazione economica.
Credo che saremo interlocutori necessari". Nel
frattempo il Cavaliere annuncia che ci saranno
incontri con chi si occupa del dossier per conto
del centrodestra, vale a dire "Bruno Ermolli e
tutti coloro che si occupano della questione". |
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Politiche 2008 |
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Lo sgretolamento dei CTIM, una scossa di
orgoglio.

di Paolo Ebana
Cose buffe accadono in giro
per il mondo, ora che la campagna elettrorale
entra nel vivo e che i sondaggi ridefiniscono le
proporzioni tra gli schieramenti. Quello che
salta all’occhio é che alcune persone, tronfie
di un successo teorico, ma senza aver usato un
pallottoliere, si sono accorte che i conticini
non tornavano. É quanto accade in aenne, che
disperatamente sta ora cercando di frenare
quello smottamento di voti ed iscritti che le
megalomanie di Fini hanno innescato. Si perché,
adesso, il grande PDL si accorge che per vincere
all’estero e probabilmente anche in Italia, ha
bisogno dei voti che sdegnosamente rifiutò:
quelli de La Destra-Fiamma Tricolore. Che
peccato che Fini non sappia contare bene, che
peccato che il “potere abbia logorato chi l’ha
avuto” , che peccato che quei partitini che
tanto sono stati schifati e creduti inutili,
adesso potrebbero fare da ago della bilancia,
potebbero rappresentare un alleato prezioso. É
patetico vedere che, adesso, si fanno appelli
allo stare tutti unti, al “volemose bene”, al
“siamo tutti uguali” ma.... nel frattempo votate
pdl... , fa quasi malinconia vedere che si
formula l’invito a votare pdl “anche turandosi
il naso”, solo dopo che hanno potuto intuire la
reale importanza della nostra presenza
elettorale; sono lacrime di coccodrillo quelle
dei responsabili per l’estero di aenne. In
questa clamorosa opera di accattonaggio politico
ecco che noti esponenti di aenne si sbracciano
in email agli iscritti dei ribelli CTIM,
implorando voti, paventando il pericolo rosso,
ora che sanno che la rivolta é in corso. Sarebbe
stato opportuno, nel corso degli anni, dedicare
maggiore attenzione e rispetto nei confronti
delle comunitá italiane all’estero, sarebbe
stato il caso di non prendere per i fondelli i
CTIM e i suoi rispettabilissimi appartenenti,
certo ora é tardi per sfoderare nasi da
pinocchio e porgere mani da mandicanti per
elemosinare quanto aenne ha perduto con la sua
follia, con la totale mancanza di onestá.
Assisto a questo via vai di email, minacce,
preghiere, suppliche e ne resto semplicemente
allibito. Aenne si accorge che all’estero si
vota solo dopo che scopre che La Destra ha
presentato le proprie liste: buffo no? I CTIM,
in rivolta in ogni continente, hanno preso delle
decisioni autonome e, molti di loro, hano deciso
che appoggeranno la lista de La Destra-Fiamma
Tricolore, per un senso di appartenenza, per una
coerenza con le loro idee. A questi amici dei
CTIM noi diciamo grazie per aver capito la
nostra posizione e ribadiamo che la “casa di
destra” é aperta, pronta ad accogliere chi non
vuol morire democristiano come Fini e chi vuol
continuare a sentirsi protagonista, da destra,
della politica nazionale. La nostra casa é la
loro casa, eguali idee, eguali sentimenti,
eguale orgoglio, in Italia come all’estero.
Quando La Destra aveva proposto la sua
partecipazione ad un progetto elettorale e di
governo, un progetto di centro-destra, lo aveva
fatto con coerenza della posizione che voleva
tenere, purtroppo l’uomo che non fa celebrare i
congressi (se non di scioglimento) in aenne,
l’uomo che ha svenduto tutto nella sua vita,
l’uomo che ha tradito tutti, decise che per noi
non vi era spazio e Berlusconi assecondò la
teoria del grande saltafossati Fini e ci sbatté
la porta in faccia. A quel punto fummo liberi di
correre per quegli ideali che altri hanno
tradito. Ora, se moltissimi amici di oltreoceano
rifiutano di vendersi al PPE, senza peraltro
essere stati preventivamente consultati, e
decidono di appoggiare La Destra, significa che
quel mondo di valori, di idee, di contenuti
forza, di destra sociale, di destra nazionale,
di destra tricolore, di destra popolare, di
destra anticonformista, di destra
incorruttibile, di destra missina, é ancora vivo
e la gente ci chiede di mantenerlo vivo contro
ogni basso compromesso, contro ogni svendita,
contro ogni mercimonio. Grazie agli amici dei
CTIM in tutto il mondo, grazie per aver detto
“ANCHE SE TUTTI, NOI NO”.... |
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