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Nel Giorno della Memoria ricordare tutte le vittime della barbarie Nazista PDF Print E-mail
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Written by Franco Leggeri- Giorgio Giannini   
Friday, 15 January 2010 03:57

Auschwitz

 
Il 27 gennaio un giorno per ricordare lo Shoah e le barbarie Naziste

Il Giorno della Memoria si celebra  nella maggior parte dei Paesi Europei il 27 gennaio, giorno in cui, nel 1945, furono abbattuti dai soldati russi dell’Armata Rossa, i cancelli del Lager di Auschwitz , il più grande  dei Campi di sterminio  creati dai nazisti per la “soluzione finale” del problema ebraico e nel quale furono barbaramente trucidati nelle camere a gas e poi bruciati nei forni crematori oltre 2.000.000 di persone, la maggior parte delle quali erano ebrei. Per questo motivo  è anche chiamato La fabbrica della morte. 
Il Giorno della Memoria è stato istituito in Italia con la Legge 20 luglio 2000 n. 211, approvata all’unanimità dal Parlamento.
Lo scopo della Legge è quello di ricordare non solo la Shoah (lo sterminio del popolo ebraico europeo da parte dei nazisti) e la persecuzione  dei cittadini italiani ebrei, dopo l’emanazione delle Leggi Razziali da parte del regime fascista nel 1938, e la loro deportazione dei Campi di sterminio, ma anche la deportazione in Germania, sia degli oppositori politici catturati durante l’occupazione nazista del nostro Paese, dal settembre 1943 all’aprile 1945,  sia dei soldati italiani catturati sui vari fronti di guerra dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
La Legge si propone inoltre di ricordare “coloro che , anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Molte di queste persone sono state riconosciute come Giusti dal Governo di Israele ed a loro memoria è dedicato un albero nel Giardino dei Giusti. 
La Legge prevede che in occasione del 27 gennaio di ogni anno siano organizzati su quanto è accaduto “cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione” (anche con protagonisti e testimoni di quelle tragiche vicende),” in modo particolare nelle scuole” di ogni ordine e grado, perché i giovani sono il futuro del Paese, allo scopo di “conservare la memoria  di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese ed in Europa, affinché simili eventi non possano mai più accadere”. Infatti, chi non conosce la storia è inevitabilmente destinato a ripeterla.
L’esigenza di conservare la memoria è molto sentita ai nostri giorni, dato che cresce l’indifferenza della popolazione, soprattutto delle nuove generazioni, a ricordare quei tragici fatti. Purtroppo, ci sono anche tentativi di revisionismo storico, tendenti  a negare  addirittura fatti ampiamente documentati, come appunto la deportazione nei Campi di sterminio, dove sono stati barbaramente trucidati oltre 6 milioni di persone.
Le Istituzioni nazionali e locali  hanno un importante ruolo da svolgere nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, soprattutto dei giovani. Al riguardo, è molto meritevole l’attività svolta da alcuni anni dal Comune di Roma che  porta ad Auschwitz delegazioni di studenti di oltre 60 scuole superiori cittadine, accompagnati da ex deportati sopravvissuti allo sterminio, i quali hanno la funzione di  fare di quegli studenti dei “nuovi testimoni” della barbarie nazista, raccontando  ad essi la loro tragica  vicenda  proprio nel luogo in cui l’hanno  vissuta e sofferta.
Nel 2005, l’ONU ha proclamato, con una Risoluzione, il 27 gennaio “Giornata dedicata alla commemorazione di tutte le vittime dell’Olocausto”, chiedendo a tutti i Paesi membri di adottare dei programmi educativi affinché quella immane barbarie non possa più ripetersi.
Quindi, le Istituzioni devono operare concretamente al fine di sensibilizzare soprattutto i giovani, che rappresentano il futuro del Paese, a ricordare le tragedie vissute  da tutte le vittime  del regime nazista, affinché essi si impegnino a creare  una società senza pregiudizi di alcun tipo (né culturali, né religiosi, né politici, né sociali…), nella quale tutti gli  individui  siano effettivamente “uguali”  e  quindi  non ci siano più persone da discriminare e da perseguitare perché considerate “diverse” per il colore della pelle, per il credo religioso e per la condizione personale. Purtroppo, questo obiettivo  è ancora lontano perché  il pregiudizio verso i “diversi” quali gli immigrati extracomunitari, i Rom, gli omosessuali, i diversamente abili, è ancora presente, con tutte le conseguenze che ne derivano. 
Pertanto, si devono ricordare oltre alla Shoah (genocidio degli ebrei), anche  i “genocidi dimenticati”, attuati dai nazisti sui popoli considerati “razzialmente inferiori”, quali i Rom-Sinti, sulle persone ritenute “indegne di vivere”, come i malati di mente ed i diversamente abili, e  sugli individui considerati elementi negativi per la Società, come gli omosessuali.
Il Giorno della Memoria però non deve  diventare una mera  celebrazione retorica (come purtroppo è accaduto  per la Festa della Liberazione del 25 aprile, in cui si ricorda la lotta partigiana per la libertà dall’occupazione nazifascista del Paese). Deve essere non solo un momento per ricordare soprattutto ai giovani quello che è stata la barbarie nazista, ma deve servire, soprattutto, ad evitare, attraverso un adeguato progetto educativo, che  simili eventi accadano di nuovo.  Ci auguriamo che le Istituzioni ad ogni livello si impegnino in questo scopo.  

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